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Iniziazione virtuale

Cari fratelli, ho voluto rifare delle considerazioni sulla cerimonia di iniziazione proprio in occasione degli ultimi ingressi, affrontando questa volta un aspetto più trascendente e meno legato alla simbologia.

Il recipiendario che per la prima volta si affaccia tra le colonne assiste e, sotto un certo punto di vista, subisce la forza di un rito fuori dal tempo e dallo spazio. La simbologia, l'atmosfera, la recitazione e talvolta la musica stessa saranno, probabilmente per molto tempo uno spunto di riflessione e di studio. Un giusto inizio certamente, ma è facile che un profano sotto l'enfasi del momento possa considerare la cerimonia una iniziazione effettiva, al pari di un rito religioso.

Mi spiego.
Siamo un ordine iniziatico, esoterico e non mistico. La nostra cerimonia di iniziazione ci differenzia rispetto a qualunque associazione e non ha pari nel mondo occidentale, ma, al contempo non siamo un ordine religioso, pratichiamo una disciplina esoterica che troppo spesso i profani confondono con il misticismo.
Si usa definire virtuale questa cerimonia poiché, ad esser pratici, non celebra un momento definito ma segna un passaggio. L’iniziazione è un atto intimo che traccia il solco di una via da percorrere “soli con se stessi”. Non si confonda a tal proposito l’istruzione del neofita che è simbolica e segreta in certo modo ma sicuramente pratica. E’ lo strumento che ci fa vivere in comunità facendoci riconoscere tra noi ma pur essendo permeata da innumerevoli piani di lettura e di interpretazione, per chi ha appena trovato posto nella colonna di settentrione è poco più di un gesto marziale. Alcuni autori usano persino distinguere l’accettazione dalla iniziazione reale.
Questo concetto merita un chiarimento. Nei riti mistici o religiosi, si evoca una forza esterna, Dio, uno spirito, Javeh. Questi mediante l’intercessione di un celebrante o autonomamente nel caso di evocazioni, con la sua forza imprime qualcosa. Ci battezza in quel momento e per sempre, ci rende sposi indissolubilmente o semplicemente uomini da quel momento e non prima nel caso di riti di maturità.
Noi non evochiamo una forza, noi siamo depositari di una tradizione ritualmente millenaria (come l’ermetismo) e storicamente secolare. In ragione di questa accettiamo il recipiendario che abbiamo scelto e ritenuto meritevole, gli forniamo una struttura rituale che gli permetta acquisire un metodo di riflessione, ascolto e crescita. Non gli diamo maestri nel senso di insegnanti ma cerchiamo, lavorando ritualmente e architettonicamente fianco a fianco di fornire esempi e trarre reciproco beneficio. Si è quindi, per diversi esoteristi, veramente iniziati, solo quando si è, almeno parzialmente, percorso quel cammino di formazione irripetibile ed infinito.
Il nostro linguaggio è certamente metaforico, noi lavoriamo architettonicamente, noi tracciamo una tavola o costruiamo un tempio. Ma soprattutto è simbolico. Posso chiedere che un bussante prima e un fratello poi rispondano al requisito della rettitudine, posso parlarne per lungo tempo, posso considerarne accezioni sociali, culturali, religiose o civili oppure ancora posso porre un filo a piombo tra gli “esoterici” strumenti di lavoro di un compagno e fare in modo che col tempo e lo studio, ciascuno possa via via leggervi un livello più profondo del significato, frutto di quel cammino così difficile da illustrare ad altri.
La forza del simbolo è straordinaria, qui del resto in luogo di templi si costruiscono uomini.
Perchè allora il rito è così importante se l'iniziazione è solo virtuale, perché si ritiene essenziale che la catena iniziatica proceda ininterrotta e che a sua volta sia qualificata da questa sua continuità e tradizione.
Ebbene, se nell'individuo il percorso è personale, con lo stesso rilievo, l'iniziazione è sostanzialmente una trasmissione di strumenti e di influenza spirituale. È chiaro che gli strumenti, il corpo rituale e simbolico, costituiscono lo strumento generale di questa nostra disciplina esoterica allo stesso modo, l'energia spirituale derivante dal lavoro comune è un concetto certamente difficile da spiegare ma nemmeno alieno alla nostra esperienza comune, forse l'alchimia che si crea durante i lavori di loggia è parte di quel segreto massonico che nemmeno Casanova seppe spiegare con ben altra proprietà di linguaggio.
Probabilmente la nostra radice illuminista stride con questo concetto un pò irrazionale. Voglio perciò solo accennare che secondo la fisica moderna si può elevare il proprio livello energetico risuonando, cioè vibrando alle stesse frequenze delle entità materiali con cui siamo in contatto.
Sarebbe meraviglioso non avere mai limiti e preconcetti in questo viaggio iniziatico.
Al contempo mentre ci è data l’occasione di partecipare al cammino universale di questa tradizione, ci viene assegnata la responsabilità di conservarne intatto il corpo rituale e simbolico perchè questo percorso ci sopravviva.
Ho detto.